domenica 28 marzo 2010
FILASTROCCA DA MARINAIO
Allargare le crepe a steccati
nell'ora del Dio che tramonta
e tramanda amuleti ai dannati
nelle stive già pronte per l'onda
non possiamo staccare gli ormeggi
la barriera è già alta nel mare
e scompare sul far della nebbia
la foschia che impedisce il remare
luce fioca traballa nel faro
che ci indica rotte aggiustate
verso isole mal decifrate
da nostromi che odiano andare
su barchette di sughero lieve
che assomigliano a fiocchi di neve
sopra un mare che puzza d'asfalto
e ti schiaccia sovente dall'alto
inducendo a tirare le braccia
su boccali che san di bonaccia
e tra canti e parole sconnesse
di salpare per terre promesse
ci si trova a smaltire le pene
affiancati a smaglianti sirene
che ci portano dentro l'abisso
con quel chiodo ch'è sempre più fisso
e già ruggine insiste a cianciare
quant'è bello nel mondo campare.
venerdì 26 marzo 2010
NATIONAL GEOGRAPHIC
Dai Balcani al Titicaca
conosco i tuorli sbattuti
in faccia alla bonaccia
che hai barattato
a canestri norvegesi
occhi fecondati
da scrittori con le pinne al vento
incatenati di pagine
incantati di simboli
mercanzie soppesate
coi numeri decimali del vecchio
atlante marocchino
siamo esperti e lesti
allenati e allentati
come bulloni di cera
al museo della meccanica
o al mausoleo quantistico
tinteggiato all'angolo equilatero
equidistante dall'equinozio
come un raglio equino
dalla lingua salmistrata
del vaccaro di turno diurno
dalle pampas argentine
al deserto dei Gobi
file di vacche, solo
file di vacche mansuete
come filari di cachi
o cumuliformi pastrocchi d'argilla.
conosco i tuorli sbattuti
in faccia alla bonaccia
che hai barattato
a canestri norvegesi
occhi fecondati
da scrittori con le pinne al vento
incatenati di pagine
incantati di simboli
mercanzie soppesate
coi numeri decimali del vecchio
atlante marocchino
siamo esperti e lesti
allenati e allentati
come bulloni di cera
al museo della meccanica
o al mausoleo quantistico
tinteggiato all'angolo equilatero
equidistante dall'equinozio
come un raglio equino
dalla lingua salmistrata
del vaccaro di turno diurno
dalle pampas argentine
al deserto dei Gobi
file di vacche, solo
file di vacche mansuete
come filari di cachi
o cumuliformi pastrocchi d'argilla.
mercoledì 24 marzo 2010
martedì 23 marzo 2010
169 all'alba
169 all'alba, tecnica mista di luciano tarasco. cm93x93
Ciliegine sulla torta
Imbastire
regolari infiltrazioni
su bastimenti che scivolano
nei meandri paludosi
tra le agavi e le squame
e le putredini graziose
come custodi affastellare
negli archivi della carne
ogni battito dei cilindri
che leccano energia liquida
liquami preziosi e coppe
innalzate con leggerezza da colibrì
sopra sbarre di finta porcellana
e tende graziose, cesellate
sulla groppa degli intoccabili
nella selva di cementi variopinti
che anima i nostri percorsi
per affogare infinite volte
perdenti e gaudenti
ciliegine su cumuli di scorie
modellate a sembianza di torte.
Ciliegine sulla torta
Imbastire
regolari infiltrazioni
su bastimenti che scivolano
nei meandri paludosi
tra le agavi e le squame
e le putredini graziose
come custodi affastellare
negli archivi della carne
ogni battito dei cilindri
che leccano energia liquida
liquami preziosi e coppe
innalzate con leggerezza da colibrì
sopra sbarre di finta porcellana
e tende graziose, cesellate
sulla groppa degli intoccabili
nella selva di cementi variopinti
che anima i nostri percorsi
per affogare infinite volte
perdenti e gaudenti
ciliegine su cumuli di scorie
modellate a sembianza di torte.
lunedì 22 marzo 2010
SOSTANZA ALIENA
L'alieno di turno
col suo friabile bagaglio
preme l'invio solitario
popolando il suo alito diurno
di sbadiglio simile al raglio
se l'altra sponda non è mai in orario
proveniente a nuoto da Saturno
aggrappata al fatiscente convoglio
che porge la meta all'incontrario
chiamando il pieno giorno bel notturno
e come nella rete prigioniero è il maglio
ed invischiato è l'anno dentro il calendario
così svanisce a tentoni ogni contorno.
col suo friabile bagaglio
preme l'invio solitario
popolando il suo alito diurno
di sbadiglio simile al raglio
se l'altra sponda non è mai in orario
proveniente a nuoto da Saturno
aggrappata al fatiscente convoglio
che porge la meta all'incontrario
chiamando il pieno giorno bel notturno
e come nella rete prigioniero è il maglio
ed invischiato è l'anno dentro il calendario
così svanisce a tentoni ogni contorno.
venerdì 19 marzo 2010
APPUNTI DI VIAGGIO
Storie
di viaggi inventati
sinfonie della mente
claudicante
come sorgente
inquinata d’astri
e lacci
gomene sfilacciate
intrise
tra l’assoluto e il piatto
nero e opaco
barriera invalicabile
con l’abbaino agganciato
alla volta visibile
a malapena
dall’occhio interno
la sola uscita
reale
e fatiscente
sulle rotaie
che portano alla vita.
di viaggi inventati
sinfonie della mente
claudicante
come sorgente
inquinata d’astri
e lacci
gomene sfilacciate
intrise
tra l’assoluto e il piatto
nero e opaco
barriera invalicabile
con l’abbaino agganciato
alla volta visibile
a malapena
dall’occhio interno
la sola uscita
reale
e fatiscente
sulle rotaie
che portano alla vita.
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